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Sotto questa voce sono incluse le tematiche principali dell'acustica di ambienti chiusi dedicati all’acustica ed alla musica, come cinema, teatri auditorium.
Teatri e cinema hanno la stessa esigenza pratica, ovvero “suonare” bene, tuttavia non esiste nulla di così differente tra loro: in un cinema l’effetto stereofonico è essenziale, e pertanto si dovrà fare in modo di eliminare le riflessioni superflue ed ottimizzare quelle che daranno la miglior definizione del segnale riprodotto da diffusori dotati di centinaia di watt di potenza; in un teatro tutte le riflessioni devono essere utilizzate con cura per non disperdere nulla del prezioso segnale mai amplificato che esce da un violino o da un pianoforte, e la spazialità e la musicalità dovranno prevalere su tutto.
Un auditorium dovrà invece consentire la propagazione del segnale senza tuttavia esagerare con le riflessioni, in quanto in ogni caso un impianto elettroacustico sarà sempre a disposizione degli oratori.
L’approccio alle varie tematiche dovrà quindi essere calibrato alle esigenze finali della sala, e dovranno essere sviluppate partendo da queste premesse.
In un cinema la pareti divisorie tra le sale sono la parte più delicata della struttura, eppure anche adesso ci capita di vedere proposte avanzate da venditori di materiale e non da tecnici qualificati, che millantano proprietà semi-magiche dei loro prodotti, anche a fronte di grafici di potere fonoisolante palesemente in contrasto con le specifiche della committenza.
Il nostro studio è in grado di progettare pareti specifiche stratificazioni in funzione del livello qualitativo fissato dalla committenza, con poteri fonoisolanti anche estremamente elevati come nel caso di studi di registrazione professionali (la specifica era di 80 dB!!) o semplicemente con prestazioni in grado di garantire la mancanza di diafonia tra sale contigue (tipicamente 60 dB)
Uno degli spetti critici di cinema e teatri è le necessità di avere bassissimo rumore di fondo anche in presenza di elevati volumi di aria di ricambio, o ad esempio garantire la bassa rumorosità degli argani o delle macchine di scena durante le rappresentazioni.
Il nostro studio è in grado di affiancarsi agli impiantisti per suggerire di volta in volta quali siano le migliori soluzioni necessarie a garantire il rispetto delle curve N.C. poste a riferimento, progettando se necessario le strutture in grado di sostenere la macchine rotanti (UTA, compressori, pompe) poste nelle immediate vicinanze del teatro o comunque in zone critiche.
Ogni superficie della sala deve essere trattata opportunamente con materiali idonei.
Questi saranno i responsabili del risultato acustico finale, ma saranno anche i materiali che decideranno l’aspetto della sala stessa, determinando il risultato architettonico, e quindi la loro scelta dovrà essere concordata con gli Architetti responsabili.
Il nostro Studio, grazie alla profonda conoscenza delle proprietà fisiche dei materiali, è in grado di suggerire le scelte migliori per raggiungere, oltre che un eccellente risultato estetico, anche una funzione prestazionale corretta.
Una volta i Professionisti di acustica dovevano, in caso di lavori impegnativi, fare dei modellini della sala in scala 1:100 per fare poi gli studi delle riflessioni utilizzando prima l’acqua e poi, con l’affinarsi delle tecniche di rilievo fonometriche, degli impulsi sonori con caratteristiche particolari, che tenessero conto della differente lunghezza d’onda in fase di analisi.
Oggi fortunatamente le cose sono assai più semplici, e, teoricamente, alla portata di tutti: basta utilizzare un software dedicato all’acustica architettonica e magicamente appaiono una serie di numeri e valori.
L’unico problema è sapere se questi numeri siano.. esatti, in quanto se non si ha l’esperienza necessaria non si è in grado di interpretare i risultati numerici.
Il nostro Studio ha effettuato centinaia di simulazioni su sale dedicate alla musica, ottenendo sempre risultati perfettamente allineati con il calcolo teorico, sintomo di una corretta impostazione della modellizzazione matematica e dell’analisi dei risultati forniti dal sistema, che vengono sempre accuratamente valutati da personale qualificato in grado di suggerire eventuali modifiche sulla geometria o sui rivestimenti applicati per ottenere il miglior risultato possibile.
A volte la ristrutturazione interessa strutture antiche e pregiate, che devono essere messe magari a norma antincendio o devono essere rinnovate per l’incuria del tempo che distrugge inesorabilmente i materiali di cui erano anticamente composti.
In questi casi è essenziale sapere quali siano le soluzioni migliori per sostituire le parti ammalorate, sia che esse siano i rivestimenti sia che siano le strutture di sostegno, cambiamenti che possono irrimediabilmente modificare l’antica acustica del teatro, nonchè la conoscenza della fisica dei materiali e del loro comportamento acustico in funzione della loro collocazione.
Il modo migliore per poter determinare se le modifiche apportate alle sale, soprattutto in caso di ristrutturazione, siano positive, ovvero comportino o un miglioramento o comunque una non variazione negativa delle caratteristiche acustiche del locale, è quello di effettuare prima dell’intervento una misura della risposta all’impulso in un numero sufficiente di punti, in modo da caratterizzarla completamente.
Questa misura fornisce in pratica il “suono” del teatro, con tutti i parametri acustico-architettonici specifici, ovvero i seguenti indicatori:
| PARAMETRI | UM | |
|---|---|---|
| RT | Reverberation Time (T60) | s |
| EDT | Early Decay Time (T10) | s |
| RASTI | RApid Speech Transmission Index | % |
| SPL | Sound Pressure Level | dB |
| C 80 | Clarity Factor | dB |
| D 50 | Deutlichkeit Factor | % |
| LF | Lateral Energy Fractions | % |
Questi indicatori sono poi riprodotti per via teorica tramite il modello matematico, che fornisce una stima dei nuovi valori ogni qualvolta si effettua una modifica sui materiali o sulla geometria della sala.
Il nostro studio è attrezzato per poter effettuare le campagne di caratterizzazione ante operam del locale e per seguire passo passo le fasi progettuali e le eventuali modifiche negative di tali parametri, in modo da poter suggerire le modifiche adatte.
Recentemente alcuni software permettono di poter effettuare il processo di “auralizzazione”, ovvero di poter riprodurre il suono di uno strumento all’interno del locale così come verrà realizzato in futuro.
Questa operazione si basa sul prodotto matematico (detto “convoluzione”) tra parte reale e immaginaria della risposta all’impulso calcolata tramite software edil segnale musicale.
Peccato che nessuno (o quasi) sia in grado di spiegare che il segnale di partenza debba essere registrato in assenza di riverbero, ovvero si debba utilizzare la cosiddetta “Dry music” e non un segnale qualunque registrato in una sala che presenta già di per sé una risposta all’impulso personale, e successivamente l’ascolto venga o tramite o cuffie o altoparlanti che non vengono a loro volta caratterizzati, in quanto anche loro aggiungono un “colore” al segnale (basti pensare come ogni coppia di diffusori suoni in modo diverso lo stesso brano).
Il nostro studio è invece in grado di consentire l’ascolto del vero segnale finale, utilizzando innanzitutto come segnale di base della musica orchestrale appositamente registrata in ambiente anecoico, e per la riproduzione sistemi che vengono a loro volta caratterizzati tramite una seconda convoluzione tra la loro risposta all’impulso e quello teorico da riprodurre.
In questo modo l’ascolto è privo di colorazioni estranee.
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